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Degustazione di Spumanti d’Araprì e Majgual 19 aprile 2017

DEGUSTAZIONE TOP D’ARAPRI’ E MAJGUAL

Girolamo D’Amico e Fausto Zazzara sono amici da tempo: io, che conosco da un paio d’anni Fausto e i suoi spumanti, lo sentivo sempre parlare con ammirazione di Girolamo e degli altri soci di d’Araprì a cui, nel suo percorso formativo nel mondo dello spumante, ha chiesto anche consiglio ed aiuto, ottenendo puntualmente l’uno e l’altro. Per raccontare questa storia di amicizia e di buon vino, sono andato a San Severo per incontrare di persona i protagonisti di una storia, che conoscevo solo a livello bibliografico e attraverso i loro spumanti, e chiedergli di partecipare.

Questa la premessa per raccontare Il bellissimo incontro che si è svolto il 19 aprile a Villa Immacolata con Girolamo D’Amico e Fausto Zazzara. Prima della degustazione, però, un breve racconto della loro storia e del loro modo di proporre il vino.

DARAPRI’

Nel 1979, tre amici innamorati della musica, decidono di condividere anche la passione per il vino: l’aneddoto racconta che la “fulminazione” avviene non sulla via di Damasco ma sulla via di Pescara dove i tre si recano per ascoltare il Festival Jazz.

Sicuramente nemmeno loro immaginavano che quella passione sarebbe diventata il loro lavoro. Contraddicendo i comuni canoni che, in quel periodo specialmente, ma ancora oggi, stabiliscono che si possono produrre spumanti metodo classico di qualità nelle latitudini settentrionali, con climi rigidi e con pochi vitigni eletti, iniziano a sperimentare una spumantizzazione artigianale, di poche bottiglie, con il vitigno del luogo, il Bombino bianco. Successivamente, per diversificare la produzione, gli affiancano il Montepulciano, molto coltivato in zona, e il Pinot nero, le cui uve acquistano da un agricoltore locale che ha avuto la sfrontatezza di impiantare questo vitigno nell’agro di San Severo, e che non riesce a vendere le uve, fino dell’arrivo di d’Araprì.

Passione sicuramente, ma anche lavoro assiduo secondo i rigidi protocolli della qualità, che i tre si autoimpongono: accurato lavoro in vigna con basse rese e selezione delle uve alla raccolta, assoluta accuratezza nelle operazioni di cantina, con la produzione di vino a temperatura controllata, la preparazione attenta delle cuvée, la permanenza del vino sui lieviti per periodi prolungati, fanno dei loro spumanti prodotti di assoluto pregio. Il buon lavoro di marketing, che poggia sulle solide fondamenta della qualità del prodotto, fa sì che il meritato successo arrivi, che gli spumanti d’Araprì si impongano all’attenzione della critica e dei consumatori. Ma non c’è tempo per sedersi sugli allori, si lavora sempre per migliorarsi: oggi le uve per gli spumanti si producono nei 3 ha di vigneti di proprietà e su 4 ha in affitto, siti nelle contrade Monsignore e Bonaccorso. Inoltre, l’azienda dopo la cantina in campagna, dove si preparano i vini base, acquista una cantina storica, sita un palazzo ottocentesco nel centro di San Severo, nei cui sotterranei, che si sviluppano per 1000 mq con lunghi cunicoli e piccole stanze, si attua tutto il processo di spumantizzazione, ad una temperatura che rimane costante tra i 13 e i 14°C, solo qualche grado in più in estate.

A parte la bellezza architettonica, le cose più bella che ho apprezzato in Cantina sono la semplice e calorosa accoglienza, la visita con Girolamo nei sotterranei dove lo spumante resta anni in attesa di maturare, le note di jazz caldo, che si ascoltano in cantina proveniente dalla bella sala dove si organizzano belle serate a base di spumanti d’Araprì e buona musica (ingredienti di AR.CA, acronimo di Arte in Cantina) e, infine, la sincerità e la competenza dei produttori,  che si percepiscono appieno quando ti raccontano la loro “avventura” e la loro visione del mondo enologico, qualità che poi puntualmente ritroveremo, come si potessero trasferire per osmosi, nelle loro bottiglie,

CANTINA ZAZZARA

Fausto Zazzara è un ingegnere che lavora in campo edilizio. La sua passione per il vino lo porta a frequentare un corso AIS, dove arricchisce il suo patrimonio di competenze di vinificatore hobbista; si appassiona alla materia spumantistica, scegliendo di sperimentare il metodo classico.

Altre conoscenze importanti per il suo percorso nel mondo spumantistico sono quelle con l’enologo Giulio Vecchio e con i titolari di d’Araprì.

Le attrezzature di cantina, le costruisce o le elabora direttamente, in maniera artigianale ma altrettanto geniale. Per ben 10 anni, i suoi spumanti sono prodotti per consumo privato, degustati, solo in particolari occasioni da una cerchia ristretta di amici con cui organizza “storiche” degustazioni nella sua “scrigno cantina”. (ndr…peccato non averlo conosciuto prima, ma avrò tempo per rifarmi!!!)

Nel 2013, in occasione di un compleanno importante, come ama dire lui, si fa un regalo, cominciando a commercializzare il suo spumante che prende il nome di Majgual, che in dialetto significa “mai uguale”, proprio a sottolinearne il suo carattere artigianale, che lo porta ad essere differente ogni anno.

Non possiede vigneti di proprietà: le uve vengono selezionate ed acquistate sul territorio, sia nell’agro casauriense, sia nella Valle Peligna e, ultimamente, anche nel chietino.

I vitigni: Pecorino, Passerina, Trebbiano abruzzese, Cococciola e Montepulciano, sono alla base degli spumanti aziendali. Ognuno ha caratteristiche peculiari come la freschezza acidica della Cococciola, la grande struttura del Pecorino, i sentori erbacei della Passerina, l’equilibrio del Trebbiano, l’ecletticità del Montepulciano. Naturalmente la raccolta è anticipata rispetto alla raccolta delle stesse uve  quando si utilizzano per vini fermi.

Le uve vengono vinificate nella cantina dell’amico Guardiani, in Tocco da Casauria, personalmente dall’ingegnere, che segue tutte le operazioni di cantina e, si narra, attua personalmente la pigiatura soffice con i piedi.

Il tirage avviene nella piccola Cantina situata nel centro storico di Tocco da Casauria.

Una visita alla Cantina di Fausto Zazzara la consigliamo per conoscere da vicino il metodo classico e per vedere anche tutti gli attrezzi che, come si diceva in precedenza,  ha costruito direttamente o ha elaborato per facilitare alcune operazioni nel suo lavoro di cantina.

Fausto vi accoglierà con tutto l’entusiasmo che mette nel suo lavoro di “maitre de chaine”, vi spiegherà come segue meticolosamente le sue bottiglie, dal tirage, che lo impegna per giornate intere, senza sosta, dove non si ferma nemmeno per mangiare, alla prise de mousse, al remuage sur pupitres, al degorgement, la sboccatura che esegue con un congelamento della bidule  o alla volée, nei casi in cui la bottiglia è destinata ad una degustazione immediata.

La parte che gli riesce peggio è la vendita: se pensate di acquistare il suo spumante, quando glielo comunicate, non si mostrerà particolarmente felice, pensando al distacco dalle sue “creature”: prenderà amorevolmente le bottiglie che stanno in un cesto, le accarezzerà ancora una volta, poi, appoggiandole sul tavolino le vestirà con molta delicatezza, prima etichettandole, poi avvolgendole in una carta velina bianca. Compiuta questa vera e propria cerimonia, Fausto vi rivolgerà un’ultima raccomandazione: “Trattatele bene, non le bevete subito, dategli tempo di riprendersi dal distacco e dal “coup de poigné”.

LA DEGUSTAZIONE

Nella degustazione, credo, ma lo potranno testimoniare i presenti, si è respirata una atmosfera amichevole, che ha reso sicuramente unica una serata che già si presentava di alto livello per gli spumanti proposti, accompagnati con un bel piatto di formaggi e salumi.

Dopo una mia breve presentazione, Girolamo e Fausto hanno raccontato con passione la storia delle loro aziende e il loro modo di interpretare gli spumanti. La serata ha raggiunto il Top quando si sono degustati gli spumanti che hanno espresso al meglio il carattere dei vitigni impiegati: Pecorino, Cococciola e Trebbiano prima, Bombino poi si sono fatti riconoscere ed apprezzare per la loro autenticità. Il gran finale, naturalmente, è stato riservato alla Gran Cuvéè.

Poche parole, non mi piace dilungarmi troppo per raccontare sensazioni che si possono percepire solo quando si degustano direttamente spumanti di questo livello in splendida successione, accompagnandoli a formaggi e salumi di qualità eccellente, per di più in presenza dei loro produttori.

Non mi resta pertanto che invitarvi, se non lo avete già fatto, a fare una conoscenza diretta con gli spumanti di queste aziende.

                                                                                                                              Fabio Pietrangeli

19aprile degustazione def